CertiSigma Prudentia Suite
Guida italiana essenziale: progetto, moduli, licenza, architettura e glossario
Questa documentazione descrive la suite come prodotto locale e offline. Non è un manuale normativo, non è una procedura di incident response e non sostituisce DPO, CISO, consulenti, legali, auditor o funzioni competenti. Serve a capire che cosa fa la suite, come sono organizzati i quattro moduli e quali cautele vanno mantenute quando si lavora su casi, evidenze, scenari, prompt ed export.
1. Il progetto
CertiSigma Prudentia Suite è una suite locale per preparare e ordinare il lavoro in casi privacy, cyber, evidenziali e organizzativi. Nasce per il momento in cui un operatore deve fermarsi prima di rispondere, distinguere ciò che è noto da ciò che è solo ipotizzato, capire quali evidenze mancano e scegliere come chiedere supporto senza esporre inutilmente il caso reale.
Il principio operativo è semplice: una situazione delicata non deve diventare subito una comunicazione, un report, un prompt o una decisione. Prima va messa in ordine. La suite aiuta a farlo attraverso quattro moduli: Blindspot, Drill, Prompt Builder e Challenge/Mirror.
Il progetto non promette certificazioni, diagnosi definitive o risposte automatiche. Produce invece materiale di lavoro: mappe di lacune, scenari di esercitazione, verbali, richieste strutturate, report formativi ed export locali. Questi output possono essere utili proprio perché non fingono di chiudere il caso: aiutano a renderlo più leggibile e più trattabile da chi ha la responsabilità di decidere.
1.1 A chi serve
La suite è pensata per operatori competenti: consulenti privacy e cybersecurity, DPO, responsabili IT, compliance officer, auditor, facilitatori di tabletop exercise, referenti sicurezza, funzioni legali e organizzazioni che vogliono allenare il proprio modo di rispondere sotto pressione.
Può essere usata anche in contesti meno strutturati, ma dà il meglio quando è guidata da una persona capace di distinguere fatti, ipotesi, obblighi, evidenze e cautele di comunicazione.
1.2 Principi di lavoro
- Località: la suite funziona nel browser, senza server applicativo e senza upload di casi.
- Minimizzazione: gli strumenti aiutano a non raccontare più del necessario, soprattutto quando si prepara una richiesta esterna.
- Tracciabilità: export, seed, report e vault servono a conservare il lavoro quando è utile farlo.
- Anti-inferenza: una differenza, una categoria o una selezione non diventano automaticamente prova o conclusione.
- Formazione prudenziale: l’obiettivo non è premiare la risposta brillante, ma allenare decisioni compatibili con evidenza, proporzionalità e controllo dell’esposizione.
1.3 Percorso consigliato
Un percorso tipico parte da Blindspot, che fa emergere ciò che manca. I rilievi possono diventare materiale per Drill, dove la lacuna viene esercitata in uno scenario. Quando serve chiedere supporto a un interlocutore o a una AI esterna, Prompt Builder aiuta a formulare una richiesta ordinata e non identificativa. Infine, Challenge/Mirror allena la tenuta dell’operatore davanti a micro-situazioni insidiose.
2. Modulo Blindspot
Blindspot serve a vedere ciò che l’organizzazione non vede abbastanza bene: evidenze mancanti, responsabili incerti, controlli dichiarati ma non dimostrabili, dipendenze non mappate, log non reperibili, processi affidati alla memoria di una persona o a un fornitore.
Il modulo non parte dall’idea che ci sia già un incidente. Parte da una domanda più utile: se qualcuno ci chiedesse oggi di dimostrare questa cosa, sapremmo farlo?
2.1 Cosa produce
Blindspot produce una lettura strutturata delle esposizioni e dei punti ciechi. Il risultato può diventare un registro operativo, una lista di evidenze da cercare, un piano di chiarimento o un seed per Drill.
Un rilievo Blindspot non è una colpa e non è una diagnosi definitiva. È un’indicazione di lavoro: mostra dove la risposta organizzativa potrebbe diventare fragile se arrivasse una richiesta, una verifica, un audit, una contestazione o un evento critico.
2.2 Quando usarlo
- prima di un audit o di una richiesta di evidenze;
- quando un processo è formalmente descritto ma non si sa dove siano le prove;
- quando un fornitore, un account, un log, un backup o un’integrazione tecnica non sono governati con chiarezza;
- quando si vuole trasformare una lacuna in uno scenario esercitabile.
2.3 Attenzione operativa
Blindspot non certifica lo stato dell’organizzazione e non sostituisce un audit. Aiuta a prepararlo meglio. Il suo valore è far emergere domande che spesso non vengono poste finché non è troppo tardi.
3. Modulo Drill
Drill è il modulo di esercitazione. Trasforma un dubbio, una lacuna o un caso simulato in una sessione guidata, con ruoli, tempi, complicanti, decisioni, evidenze e debriefing.
Non simula tecnicamente un attacco. Simula la capacità organizzativa di rispondere: chi decide, chi documenta, chi comunica, quali prove vengono preservate, quali ipotesi restano tali e quali passaggi richiedono escalation.
3.1 Cosa produce
Drill produce materiali di esercitazione e verbali utili al miglioramento: decisioni prese, elementi mancanti, ruoli coinvolti, evidenze richieste, comunicazioni da preparare, punti da correggere dopo la sessione.
Quando parte da un seed Blindspot, Drill mantiene il legame con il rilievo originario: una lacuna non resta un appunto, ma diventa una prova pratica di risposta.
3.2 Quando usarlo
- per esercitare un team prima di un incidente reale;
- per verificare se una procedura è comprensibile e praticabile;
- per trasformare un punto cieco in un evento simulato;
- per preparare debriefing e azioni correttive senza aspettare una crisi.
3.3 Attenzione operativa
Un’esercitazione non dimostra da sola che l’organizzazione sia pronta in ogni circostanza. Mostra come il gruppo ha lavorato in quella sessione e quali miglioramenti sono emersi. Il valore è nel debriefing, non nel punteggio.
4. Modulo Prompt Builder
Prompt Builder aiuta a costruire richieste esterne ordinate, minimizzate e non identificative. È utile quando l’operatore vuole chiedere supporto a una AI, a un consulente, a un tecnico, a un fornitore o a un legale, ma non vuole consegnare l’intero caso reale.
Il modulo non serve a “scrivere un prompt bello”. Serve a evitare che una richiesta di aiuto diventi una nuova esposizione: nomi inutili, dettagli riconoscibili, dati personali, conclusioni non provate, riferimenti a sistemi interni o ipotesi presentate come fatti.
4.1 Cosa produce
Prompt Builder produce una richiesta strutturata, con perimetro dichiarato, fatti disponibili, assenze rilevanti, vincoli, destinatario e uso previsto dell’output. Può generare testi diversi a seconda che l’interlocutore sia una AI esterna, un avvocato, un tecnico IT, un fornitore o un altro destinatario.
Il modulo contiene anche funzioni di continuità del lavoro: salvataggio locale della struttura, confronto tra stati, recupero dei cambiamenti e lettura prudente delle differenze. Una differenza tra due stati non prova automaticamente che un’azione sia stata svolta: indica solo che il documento o la compilazione sono cambiati e che può servire verifica.
4.2 Quando usarlo
- quando serve chiedere aiuto senza esporre il caso reale;
- quando si vuole separare fatti, ipotesi, assenze e prossimi passi;
- quando una risposta AI deve essere usata solo come supporto e non come decisione;
- quando si vuole confrontare lo stato corrente di una richiesta con una versione precedente.
4.3 Attenzione operativa
Prompt Builder non autorizza l’uso di strumenti esterni né sostituisce le policy interne sull’AI. Aiuta a formulare meglio la richiesta quando l’uso è ammesso o quando l’operatore deve prima chiarire se, come e con quali limiti possa usare un interlocutore esterno.
5. Modulo Challenge/Mirror
Prudentia Challenge è il modulo di allenamento prudenziale. Presenta scenari brevi, concreti e deliberatamente insidiosi: credenziali legacy, richieste urgenti, evidenze incomplete, fornitori opachi, AI usata male, pressione gerarchica, comunicazioni premature o dati condivisi senza necessità.
L’obiettivo non è indovinare una risposta singola. L’operatore deve selezionare azioni compatibili e scartare azioni pericolose. Per questo lo scoring è severo: una scelta rischiosa può pesare molto anche se altre scelte sono corrette. È coerente con il dominio, dove una sola divulgazione indebita o una sola cancellazione impropria può compromettere il caso.
5.1 Cosa produce
Challenge produce un percorso formativo con competenze, blocchi, tentativi, competenze acquisite e badge. Il report documenta una sessione conclusa, non una schermata intermedia. Serve a leggere l’allenamento, non a valutare disciplinarmente una persona.
La revisione guidata interviene quando lo scenario sta diventando più un blocco che un esercizio. Permette di apprendere e proseguire, ma non vale per acquisire la competenza: la comprensione guidata non viene confusa con una competenza dimostrata autonomamente.
5.2 Mirror
Mirror è il prova finale finale sui fattori umani della sicurezza. Non misura personalità, affidabilità, resilienza, empatia, idoneità psicologica o tratti individuali. Registra solo il completamento di scenari formativi su contesti umani: pressione, autorità, urgenza, vergogna, desiderio di aiutare, eccesso di fiducia, stanchezza o ambiguità del ruolo.
Mirror va letto come allenamento, non come profilazione. Il suo risultato non deve essere usato per decisioni sul personale, disciplinari, psicologiche o attitudinali.
5.3 Quando usarlo
- dopo aver compreso la logica degli altri moduli;
- per allenare operatori che già gestiscono casi delicati;
- per verificare la tenuta davanti a scelte multiple, non a quiz nozionistici;
- per discutere in debriefing le ragioni delle scelte, non solo l’esito.
5.4 Attenzione operativa
Challenge/Mirror è uno strumento formativo. I report possono sembrare valutativi perché contengono progressi e badge, ma non devono essere usati per classificare persone. Il loro uso corretto è migliorare la postura prudenziale, non giudicare l’individuo.
6. Licenza CC BY 4.0 e attribuzione
CertiSigma Prudentia Suite è rilasciata da Ten Sigma Sagl con licenza Creative Commons Attribution 4.0 International — CC BY 4.0.
La licenza consente di copiare, usare, condividere, modificare, adattare, tradurre, integrare, ridistribuire e costruire opere derivate dalla suite, anche per finalità commerciali, senza chiedere autorizzazione preventiva.
6.1 Cosa devi mantenere
Il requisito essenziale è l’attribuzione. Non va rimossa o oscurata l’origine del lavoro: CertiSigma Prudentia Suite è stata creata da Ten Sigma Sagl come estensione del progetto CertiSigma.
Attribuzione suggerita: “Basato su CertiSigma Prudentia Suite, creata da Ten Sigma Sagl come estensione del progetto CertiSigma, rilasciata con licenza CC BY 4.0.”
Se la suite viene modificata, adattata o tradotta, occorre indicare che sono state apportate modifiche. Le versioni modificate non devono essere presentate come versioni ufficiali di Ten Sigma Sagl o CertiSigma salvo autorizzazione espressa.
6.2 ESR — Evidence-Safe Response
ESR — Evidence-Safe Response. La suite usa il prefisso tecnico ESR per indicare il framework di risposta prudente basata sulle evidenze. Il nome pubblico del rilascio è CertiSigma Prudentia Suite, ma le chiavi tecniche, i file e alcuni oggetti di runtime usano ESR come identificatore neutro. Questa separazione è intenzionale: chi riusa il progetto secondo la licenza CC BY 4.0 deve attribuire correttamente Ten Sigma Sagl / CertiSigma, ma non è obbligato a usare CertiSigma come nome operativo, marchio o prefisso tecnico della propria derivazione.
6.3 Titolare del rilascio
Ten Sigma Sagl
Società a garanzia limitata di diritto svizzero
Via Carzo 8, 6900 Paradiso, Cantone Ticino, Svizzera
Registro di commercio del Cantone Ticino, iscrizione del 5 febbraio 2015
IDE / UID: CHE-498.705.818
Licenza CC BY 4.0: creativecommons.org/licenses/by/4.0/deed.it
Genealogia del metodo: certisigma.ch
7. Architettura locale, file e JSON
La suite è una web app statica. Le pagine HTML, i fogli stile, gli script, i modelli e gli scenari vivono nel pacchetto locale. L’utente apre la suite nel browser; i casi non vengono inviati a un server della suite e non vengono caricati tramite upload applicativo.
Questa sezione descrive la struttura del pacchetto locale CC BY: una release statica pulita, senza file di revisione interni e senza manuali operatore non destinati alla ridistribuzione pubblica.
7.1 Struttura generale del pacchetto locale
index.html
LICENSE
README-LOCAL.txt
common/
README.md
assets/
css/
ESR-SUITE.css
ESR-BLINDSPOT.css
ESR-DRILL.css
ESR-PROMPT-BUILDER.css
ESR-CHALLENGE.css
js/
esr-common.js
esr-contract.js
ESR-CHALLENGE.js
data/
ESR-CANONICAL-CONTRACT.js
ESR-CHALLENGE-CONTRACT.js
img/
logo-certisigma.svg
logo-certisigma.png
esr-suite-logo.png
italy-switzerland/
index.html
LICENSE
ESR-BLINDSPOT.html
ESR-DRILL.html
ESR-PROMPT-BUILDER.html
ESR-CHALLENGE.html
assets/
documentazione.html
documentazione.md
data/
ESR-AUTHORITIES-model.js
ESR-BLINDSPOT-model.js
ESR-DRILL-model.js
ESR-INTEROP-model.js
ESR-PROMPT-BUILDER-model.js
ESR-CHALLENGE-model.js
js/
ESR-BLINDSPOT.js
ESR-DRILL.js
ESR-PROMPT-BUILDER.js
esr-crypto.js
scenarios/
blindspot/
drill/
challenge/
dev/
validate.html
ESR-CHALLENGE-validate.html
europe-switzerland/
index.html
ESR-BLINDSPOT.html
ESR-DRILL.html
ESR-PROMPT-BUILDER.html
assets/
documentation.html
documentation.md
scenarios/
dev/
index.html è il selettore root. italy-switzerland/index.html è il menu italiano e europe-switzerland/index.html è il menu inglese. Entrambi i rami presentano quattro moduli: Blindspot, Drill, Prompt Builder e Challenge/Mirror. Le pagine ESR-*.html sono i moduli applicativi. La cartella common/ contiene asset e funzioni condivise. Le cartelle assets/data/ e scenarios/ contengono modelli, contratti e scenari.
7.3 Modelli e scenari
I modelli descrivono tassonomie, etichette, soglie, testi UI, mapping, storage key e configurazioni locali. Gli scenari descrivono casi, domande, risposte, pesi, competenze, blocchi e condizioni di validazione.
Molti dati sono contenuti in file .js che espongono oggetti globali, per esempio window.ESR_CHALLENGE_MODEL o window.ESR_CHALLENGE_SCENARIOS. Questa scelta è voluta: permette il funzionamento locale anche in browser che limitano fetch() o import dinamici quando si apre la suite da file system.
Quando esiste anche un file .json, come nel pack Challenge, va letto come sorgente dati o formato di manutenzione più facilmente validabile, confrontabile e riutilizzabile. Il file caricato dalla pagina può restare un wrapper JavaScript, mentre il JSON mantiene la struttura pura dei dati.
7.4 Chiavi macchina e localizzazione
Le lingue cambiano il testo visibile, non le chiavi macchina. ID come scenario_id, answer_id, competence_id, block_id, badge_id o human_factor_id devono restare stabili tra versioni linguistiche, perché servono a report, seed, validatori e interoperabilità.
Si traducono titoli, domande, risposte, descrizioni, feedback, label UI e testi di report. Non si traducono gli identificatori tecnici come se fossero copy. Questa distinzione rende possibile confrontare export e sessioni tra pacchetti diversi senza perdere il significato dei dati.
7.5 Export, vault e localStorage
Gli export possono contenere informazioni sensibili anche quando non contengono nomi. Per questo la suite prevede salvataggi testuali o strutturati e, dove disponibile, export/import cifrato e vault locale cifrato.
Il vault locale usa il browser come luogo di persistenza. È utile per riprendere il lavoro sulla stessa postazione, ma non è uno spazio collaborativo e non sostituisce una policy di conservazione documentale. Su browser condivisi o dispositivi non affidabili va usato con cautela o evitato.
7.6 Validazione
La cartella dev/ contiene strumenti di controllo per chi modifica modelli e scenari. I validatori aiutano a intercettare ID incoerenti, pesi errati, scenari non raggiungibili, mapping mancanti e altre rotture strutturali. Non sono moduli operativi per l’utente finale.
8. Glossario
Anti-inferenza
Disciplina che impedisce di trasformare una selezione, una differenza o una categoria in una conclusione non dimostrata.
Badge
Indicatore formativo assegnato dal modulo Challenge quando una soglia o una condizione di percorso viene raggiunta. Non è una certificazione professionale.
Blindspot
Modulo che fa emergere punti ciechi, evidenze mancanti e fragilità di ownership.
Challenge
Modulo di allenamento prudenziale basato su scenari brevi, scelte multiple, competenze, blocchi e competenza acquisita.
Competenza allenata
Area operativa che uno scenario Challenge intende esercitare, per esempio conservazione dell’evidenza, minimizzazione, escalation o gestione di fornitori.
Confronta stati
Funzione del Prompt Builder che confronta la compilazione corrente con una versione precedente. Mostra differenze documentali, non prova automaticamente azioni svolte.
Dossier locale
File o stato prodotto dalla suite. Può contenere informazioni sensibili e va conservato con cautele coerenti.
Drill
Modulo di esercitazione che trasforma un caso o un seed in una sessione guidata con decisioni, evidenze e debriefing.
Export cifrato
File esportato in forma protetta tramite passphrase. La suite non conserva la passphrase e non può recuperarla.
ESR
Acronimo di Evidence-Safe Response. È il prefisso tecnico neutro usato per indicare il framework di risposta prudente basata sulle evidenze. Non sostituisce il nome pubblico CertiSigma Prudentia Suite né l’obbligo di attribuzione a Ten Sigma Sagl / CertiSigma previsto dalla licenza CC BY 4.0.
JSON
Formato dati strutturato usato per rappresentare scenari, seed, report o configurazioni. Nella suite alcuni dati JSON sono distribuiti dentro file JavaScript per garantire caricamento locale senza server.
Competenza acquisita
Esito formativo raggiunto in uno scenario o in una competenza del modulo Challenge. Indica allenamento riuscito, non idoneità personale.
Mirror
Capstone Challenge sui fattori umani della sicurezza. Non è profilazione psicologica e non misura tratti personali.
Owner
Persona o funzione responsabile di una prova, di un processo, di una decisione o di un follow-up.
Passphrase
Frase usata per cifrare e decifrare export o vault. Deve essere conservata dall’utente.
Prompt Builder
Modulo che aiuta a costruire richieste esterne ordinate, minimizzate e non identificative.
Punto cieco
Area in cui un controllo, una prova, una responsabilità o una ricostruzione non sono chiari o disponibili quanto servirebbe.
Readiness evidenziale
Capacità di dimostrare ciò che l’organizzazione dichiara, con prove reperibili, responsabili chiari e decisioni documentabili.
Seed
Oggetto dati che trasferisce informazioni da un modulo a un altro, per esempio da Blindspot a Drill, senza trasformare automaticamente il rilievo in una conclusione.
Vault locale cifrato
Salvataggio cifrato nel browser, utile per riprendere il lavoro nella stessa postazione.
